Dopo varie partenze fallite, mi decido a realizzare uno dei viaggi che più desideravo, così mi aggrego anche se in ritardo con un gruppo in partenza per il Perù e la Bolivia. Preparo tutto in fretta, compero le scarpe da trekking e alla fine ce la faccio.
Si parte come al solito da Fiumicino, dove conosco Alfiero, il nostro capogruppo, e gli altri componenti; siamo un gruppo misto di 4 girls e 4 boys, tutto perfetto.
Periodo: Maggio-Giugno 2002 (21 giorni)
Partecipanti: Paolo, Antonio, Viviana, Sole, Andrea, Lorena, Nicola, Ligeia e il capogruppo Alfiero.
Organizzazione: tour semiorganizzato
Mezzi di Trasporto: volo Argentina Airlines, pullmino, bus locale, treni, volo interno Tans.
Voliamo tutta la notte con la compagnia Argentina Airlines, distendendoci in un vettore quasi vuoto dove facciamo le prime conoscenze; e al mattino dopo uno scalo a San Paolo in Brasile dove posso solo rendermi conto dal finestrino dell'aereo di quanto sia grande questa città (e dove sarei sbarcato volentieri anche solo per qualche ora), arriviamo a Buenos Aires.
Dopo qualche informazione e il cambio di un po’ di dollari in pesos, è via libera, siamo già in Sudamerica e cogliamo l'occasione per visitare la capitale argentina.
Vista la situazione economica e politica che il paese aveva vissuto in questi ultimi mesi, eravamo un po’ scettici sull'allegria che potevamo trovare nella capitale argentina, ma credevo che l'atmosfera fosse più triste; infatti nonostante c'è molta malinconia e si vive sicuramente un periodo di grande decadenza, il popolo argentino sembra condurre una vita normale e tranquilla, parlando con qualcuno pero’ si capisce qual'è la vera realtà del Paese e inoltre i segni delle rivolte sono ancora visibili sulle vetrate e sulle entrate di molte banche.
Noi comunque abbiamo solo il tempo di fare un giro turistico della città, prendiamo due taxi e imbocchiamo dei larghissimi stradoni, chiamati Avenidas, il tempo di fare due chiacchiere con gli autisti chiedendogli se è meglio che al mondiale giochi Batistuta o Crespo ed eccoci che arriviamo al centro, in Plaza 5 de Mayo, nota per le recenti manifestazioni di piazza.
Visitiamo la Casa Rosada, residenza del presidente, la cattedrale, e poi con una lunga passeggiata arriviamo al Caminito nel quartiere del Boca, fondato da italiani e costituito da tipiche case colorate, piene di locali e artisti; qui abbiamo modo di consumare un buon pasto.
Poi torniamo indietro e percorriamo le lunghe Avenidas che tagliano il centro fino a raggiungere il Palazzo del Congresso Nazionale dove si riuniscono camera e senato, dominato da una grossa cupola. Lì vicino mentre passeggio con Andrea notiamo un bel lavoro in muratura appena fatto sul marciapiede, ma c'era un tombino aperto piuttosto pericoloso e nessuno lì intorno che finisse l'opera: anche questo è il Sudamerica! ...continua il viaggio »