Le isole dei colori vivi e dei balli sensuali
in viaggio con Roberta - skapi in Capo Verde
Introduzione
· Per entrare a Capo Verde è necessario il passaporto valido (per non meno di 6 mesi) e il visto turistico. Il visto puo' essere direttamente rilasciato dall'aeroporto di Sal, in questo caso pero' e' possibile che il passaporto venga ritirato per poi essere riconsegnato al rientro in patria.
· Il fuso orario è di 2 ore in meno quando da noi c'è l'ora solare, tre quando è in vigore l'ora legale.
· La moneta, l'escudo capoverdiano non ha corso fuori del paese. Comunque l'euro è comunemente accettato, come i dollari.
Clima
In tutto l'arcipelago il clima è generalmente costante e la temperatura si aggira tutto l'anno sui 24/25°C. Ovviamente nelle isole dove sono presenti rilievi piu' alti, le temperature possono scendere e la possibilità di trovare pioggia si eleva. Generalmente in tutte le isole soffia un vento costante, a volte fastidioso (anche se per gli amanti del surf questo è un ottimo motivo per arrivare a Capo Verde.)
Ad ogni modo il sole puo' essere molto forte. Non mancare di portare creme solari ad alta protezione, da spalmare sempre, anche quando non si rimane in spiaggia.
Dove alloggiare
Sui siti www.caboverde.com e www.caboverde24.com è possibile reperire una condita lista di hotel, pensioni o appartamenti in affitto presenti in qualsiasi isola.
Non dimenticate che gli standards di pulizia sono a livelli bassissimi. Qualora optiate per non rivolgervi a strutture internazionali, preparatevi ad una buona dose di adattamento. I prezzi medi per una pensione a completa gestione capoverdiana si aggirano sui 15 euro a testa, mentre negli alberghi internazionali sugli 60 euro a testa.
In cucina
La cucina capoverdiana è costituita da piatti "poveri", mais e riso non mancano mai. Ottimo comunque il pesce, che è sempre freschissimo. Da provare la cachupa, il piatto nazionale, una zuppa a base di mais che assume diverse forme a seconda della presenza o meno di altri ingredienti (rica o povera). Tantissimo il formaggio di capra. Da bere non disdegnare di provare il Grougue, un distillato di canna da zucchero particolarmente forte (il migliore lo si trova nell'isola di St.Antao) che spesso viene mescolato con succhi di frutta vari e viene chiamato pounch. L'isola di Fogo è famosa per la produzione di vino, liquoroso e forte.
Da non perdere
Da un po' di tempo mi "ronza" un viaggio per la testa. L'occasione finalmente mi si presenta quando Gabry, un vecchio amico, mi propone di "fuggire" dal grigiore invernale con lui. Quasi a farlo apposta, entrambi proponiamo la stessa meta: Capo Verde. Giusto il tempo di raccogliere un po' di informazioni, che in una fredda mattina di fine febbraio ci troviamo catapultati con i nostri zaini all'aeroporto di Verona. Partiamo senza un programma preciso, Capo Verde è un arcipelago composto da 10 isole, non abbiamo ancora le idee chiare su quali e quante riusciremo a visitarne. A dir la verità io vorrei vederle tutte, dicono che ogni isola sia un frammento di cultura e tradizioni a se stante, ma, aihmè il tempo non è sufficiente per poter catalogare le caratteristiche salienti di ognuna di loro. Il nostro punto di arrivo è l'Isola di Sal, dove ha sede l'aeroporto internazionale. Il primo impatto è di una terra lunare, piana e desertica. Non a caso l'Isola, prima di essere chiamata Sal (per via delle antiche saline), era stata battezzata Lhana, che significa piana. Percorriamo quella che ci dicono essere l'unica strada asfaltata dell'Isola, che ci porta direttamente al paesino di St. Maria, un piccolo agglomerato di case in costruzione sulla sinistra, e un gran agglomerato di alberghi acchiappaturisti sulla destra. Questo è l'unico centro "mondano" di tutta l'isola, perennemente contaminato da masse di turisti alla ricerca del caldo e della possibilità di fare wind surf. L'invasione italiana è allarmante, intervallata da qualche sporadico tedesco o da qualche procace portoghese. Tutto sommato, pero', l'idea di passare qualche giorno in pieno relax, in un bungalow proprio fronte mare non mi addolora. Ci sara' tempo, in questo viaggio, per dover adattarsi a qualche sistemazione di fortuna.
La spiaggia è molto bella, profonda e bianca. L'oceano evidenzia la sua presenza con imponenti onde che si infrangono a riva. Poco piu' a sinistra del nostro bungalow, a circa 10 minuti di passeggiata c'è il piccolissimo paesino di Santa Maria, con il mare davanti e l'arido deserto di terra dietro. Bastano poche ore per capire che il punto focale di St. Maria è l'improbabile molo di legno, così precario che camminarci sopra puo' far star male. Quotidianamente i pescatori qui scaricano i pesci serra, simili ai tonni. La trattative avvengono direttamente in questo pontile-palafitta dove, una volta venduti, i pesci vengono squartati e curati. La maestria con la quale i pescatori asportano le interiora è uno spettacolo da vedere, anche se dai contorni un poco raccapriccianti.
Trascorriamo qualche giorno in pieno e meritato relax, intervallando i bagni nell'oceano, a lunghe passeggiate sulla spiaggia. Poi un giorno, animati dal desiderio di vedere le balene, che qui vengono a svernare, decidiamo di salire sulla barca a vela di Paolo, un ex imprenditore di Udine, che, stanco della solita routine quotidiana, ha deciso di fare il giro del mondo con la sua barca. Anche se dicono che a Capo Verde non piove mai, incappiamo in una giornata poco favorevole. Tanto vento, cielo uggioso e pioggia certo non sono l'ideale per una gita in barca a vela. Il mare è comunque piatto e partiamo. Trascorriamo un'allegra giornata imparando come manovrare una barca a vela, costeggiando il monte Leon, per poi riattaccare al piccolo porto di Palmeira. La solita sfortuna non ci permette pero' di avvistare nessuna balena. Pazienza!
Il giorno seguente si va all'aeroporto di Espargos, dove ci sono gli uffici della TACV, la compagnia aerea capoverdiana. In questi giorni, parlando anche con qualche nativo, abbiamo deciso la nostra rotta per il resto del viaggio: ci dirigeremo verso nord, quindi approderemo nell'Isola di Sao Vicente e poi, con un po' di fortuna, arriveremo nell'Isola di St. Antao. Prenotiamo perciò il volo interno che, tra qualche giorno, ci porterà in una nuova realtà. Prima di lasciare Sal pero', non posso non approfittare per farmi fare le treccine da una delle numerose ragazze che in spiaggia propongono a tutte le turiste questa acconciatura.
La monotonia di Sal pero' puo' stancare. L'isola oltre al mare e le spiagge non offre molto di piu' . La possibilità di entrare in contatto con la cultura capoverdiana autentica è molto bassa. Angolani, Senegalesi, popolazioni della Guinea Bissau, qui pare ci siano tutte le rappresentanze africane tranne che quelle Capoverdiane. In realtà questa, insieme a Boavista, è l'unica isola frequentata dal turismo di massa, quindi sicura fonte di lavoro e di guadagno per le popolazioni dei poverissimi stati confinanti Capo Verde, popolazioni che mescolano le loro culture e i loro usi e costumi creando una realtà sfalsata rispetto alle vera essenza di questa nazione. Questa massiccia presenza di turismo, legittima poi, una lievitazione dei prezzi. Qui la vita è notevolmente piu' cara rispetto alle altre isole, lo standard dei prezzi è allo stesso livello di quello italiano. Incredibile!
...continua il viaggio

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