Canada, Stati Uniti America

Toronto e le Hawaii

in viaggio con Davide e Nadia in Canada, Stati Uniti America

Siamo sempre stati appassionati di isole più o meno esotiche (Canarie, Baleari, Seychelles, Maldive, Repubblica Dominicana, Creta, ma anche Sardegna, Corsica, Elba, ecc.) e seppur sempre sognato questo viaggio, avevamo qualche perplessità per lo sviluppo turistico che potevano avere le Hawaii, vista anche l'appartenenza agli Stati Uniti.
Non dico di no, il centro commerciale di Honolulu ha tutti i suoi bei grattacieli che potrebbero confondersi con una zona di New York o di Chicago, ma ci sono ancora quell'aria esotica, quei profumi tipici dei paesi tropicali e quell'aria perenne di vacanza.
Di Honolulu ti rimangono impressi l'affollata spaggia di Waikiki con il vulcano a delimitarne la fine, quei momenti passati seduti sul molo in mezzo a gente di ogni parte del mondo che si ritrovano per applaudire alla fine di un tramonto spettacolare e commovente. La visita di tartarughe marine al calar del sole rende ancor più emozionante il tutto.
Un’emozione di tutt'altro tipo ci aspetta quando prendiamo l'autobus di linea (a proposito il biglietto costa 2$, e volendo è possibile fare tutto il giro dell'isola, non male) per recarci a Pearl Harbour. Il nome già ci evoca un triste evento, ma il centro accoglienza rende tutto ancor più carico di pathos.
Anche qui è da segnalare la splendida organizzazione: una volta fatto il biglietto, viene fissata l'ora per l'accesso all'Arizona Memorial (la nave più grande affondata durante il bombardamento e che ora è un mausoleo dedicato ai caduti), ma prima di imbarcarsi ci fanno assistere ad un filmato originale dell'epoca che narra (devo ammettere in modo neutrale) del bombardamento che, con il giusto grado di teatralità, finisce quasi singhiozzando e lasciandoti una pesante tristezza addosso. Con questo fardello ci caricano su una barca che fa la spola tra l'isola e il mausoleo, dove anche i non credenti rivolgono un pensiero, oltre che ai caduti, contro ogni tipo di guerra e di infamia.
E' sorprendente accorgersi che la maggior parte dei visitatori è giapponese.
Curioso che la gestione del centro sia in carica ai Rangers (quelli dell'Orso Yogi per intenderci, tra cui una splendida ragazza con occhi azzurri, ma questa è un'altra storia).
Finisce la troppo breve vacanza ad Honolulu e partiamo alla volta di Maui, dove contiamo di fare una vera vacanza balneare.
Maui è stupenda, la nostra zona è quella di Lahina, un vecchio porto di balenieri, con una delle più belle spiagge dell'isola.
E' un susseguirsi di tramonti, arcobaleni e... matrimoni: sembra sia un cult sposarsi alle Hawaii.
Nel dolce far niente il tempo vola. Una segnalazione: il vento la fa da padrone, con buona contentezza dei surfisti, quindi le nuvole sono frequenti ma è grazie alle nuvole che riusciamo a stare in spiaggia perchè qui gli ombrelloni non esistono e il sole picchia veramente tanto. L'unico riparo è costituito da un lettino a due posti con una copertura; lo sconsigliamo vivamente per due motivi, il primo è che il noleggio è carissimo (come tutto d'altronde) e il movimento del sole ne assicura l'inutilità visto che con il sole di fronte non hai niente che ti possa coprire.
A Maui sarebbe stato bello girare l'isola o con i mezzi pubblici o noleggiando un'auto, ma tutto non si può fare. Abbiamo comunque avuto la possibilità di visitare Lahina che ha ancora molti edifici storici, uno dei porti più antichi e importanti delle Hawaii e ristorantini affacciati sull'oceano dove mangiare del buon pesce fresco. ...continua il viaggio
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