Burkina Faso, Algeria, Tunisia, Niger

Oltre il Sahara - Parte terza

in viaggio con Giovanni Mereghetti in Burkina Faso, Algeria, Tunisia, Niger


17 Novembre
Sono le 5.30, è ora di alzarsi, se vogliamo riavere la cinepresa dobbiamo presentarci molto presto alla polizia. Partiamo subito, Vittorio ci fa da apripista sulla strada in terra battuta che porta fino a Boussè dove è sito il controllo di polizia e si deve pagare la tassa di pedaggio per poter approdare alla strada asfaltata che porta alla capitale.
Alle 7.30 siamo puntuali alla “securitè”, dove ad attenderci troviamo il soldato esaltato che ci ha sequestrato la cinepresa. Per poter entrare negli uffici del piano superiore, bisogna lasciare i passaporti presso il corpo di guardia. Saliamo le scale seguendo un poliziotto che, giunto in una stanza, inizia a farci domande sul funzionamento dell’apparecchio, così per una decina di minuti poi l’attesa.
“Niente da fare, la cinepresa la riavrete solo dopo la partenza del Presidente francese Mitterrand” esclama il capo. Con rabbia scendiamo le scale e ci dirigiamo al corpo di guardia per ritirare i passaporti; qui, un’altra sorpresa contribuisce ad aumentare la tensione di un viaggio giunto a pochi chilometri dalla meta: infatti con diffidenza nei nostri confronti, trattengono il passaporto di Pietro.
Di male in peggio; io sono molto preoccupato, in questi paesi non si scherza su queste cose. La mattinata è solo agli inizi e decidiamo così di andare agli uffici “Le Point” per comprare il biglietto aereo. Prenotiamo un volo per il 26 novembre diretto a Marsiglia, poi una volta arrivati in Francia non sarà un problema raggiungere Milano. Siamo senza soldi e, non potendo cambiare i travellers cheques a causa della presenza di Mitterrand in questo paese, non ci resta che farci ospitare dai missionari di colore della Sacra Famiglia.
Pranziamo così, gratis, dai missionari e il pomeriggio è una continua ricerca di qualcuno che ci possa dare una mano a riavere la cinepresa e il passaporto. Verso sera, facciamo conoscenza con un vecchio commissario del precedente regime, il quale promette che l’indomani mattina verrà con noi alla polizia e sistemerà l’inconveniente.
Col morale leggermente risollevato, passo la serata passeggiando nella via principale di Ouagadougou e, dopo l’ennesima bibita scolata tutto d’un fiato, decido di andare a riposare. Sarà una nottata di guerra con le terribili zanzare africane che non mi daranno un attimo di pace fino al mattino.

18 Novembre
Alle 5.30 suona la campana della missione, un altro giorno inizia all’insegna della speranza. Pietro dovrà presentarsi alle 7 al commissariato di polizia accompagnato dal vecchio commissario che, spero, potrà porre fine a questo inconveniente. Mentre Pietro va alla polizia, decido di andare in banca per il cambio di travellers cheques.
In città ci sono molte banche, ma solo la principale è autorizzata al cambio dei travellers cheques; con passo spedito attraverso mezza città, cammino tra le vie del mercato circondato da una miriade di bambini, sempre in cerca di un cadeau. ...continua il viaggio
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