Bulgaria, un viaggio lungo 20 anni
in viaggio con Daniel in Bulgaria
Introduzione
Ho messo piede per la prima volta in Bulgaria nel settembre 1988, un anno prima della caduta del muro. Ho trovato un Paese triste, povero, grigio, imbalsamato e immobilizzato dalla paura nei confronti di un regime dittatoriale che lo opprimeva. Da allora molto è cambiato ed ho avuto la grande fortuna di vivere questo cambiamento passo dopo passo. In oltre 20 anni, ritagliando parecchio tempo dai miei impegni di lavoro, sono riuscito a girarlo davvero tutto.
Questo diario di viaggio sarà un po’ anomalo: lascerò molto più spazio alle notizie utili, quelle che tutto sommato interessano di più il viaggiatore, integrandole poi da un itinerario consigliato che ovviamente io non ho mai compiuto in quei termini. Tuttavia ho visitato queste e altre località anche molte volte, in momenti e stagioni diverse. Servirà solo a dare una idea di cosa è meglio vedere. Per le descrizioni storico/artistiche dettagliate vi rimando alle numerose guide, qui ci sono solo le mie impressioni personali, che devo per forza ridurre per motivi di spazio!
COSA È CAMBIATO IN QUESTI 20 ANNI
Il muro è caduto nel 1989 ma le cose non sono cambiate subito: anzi, nei primi anni sono andate peggiorando. Fino almeno al 1994 sono stati anni bui. L’ex Unione Sovietica, da sempre primo partner commerciale della Bulgaria, ha abbandonato i Paesi satelliti al proprio destino, facendole mancare per esempio le forniture energetiche a costo quasi zero, come succedeva prima. Il Paese è precipitato nel caos e nell’anarchia, la classe dirigente comunista è stata sostituita spesso da persone incapaci che avevano il solo “pregio” di dichiararsi anticomunisti e i Bulgari hanno vissuto momenti terribili, per certi aspetti anche peggiori del periodo comunista. Non si trovava la benzina, talvolta neppure al mercato nero, non c’era carburante neppure per riscaldare gli hotel, la gente non aveva soldi per comprarsi neppure da mangiare, si vedevano anziani frugare tra le immondizie, la criminalità era a livelli inimmaginabili (per molto tempo è stato sconsigliato persino di viaggiare di notte per le strade extraurbane). Poi, a partire dal 1995 le cose sono cominciate a migliorare: il potere centrale ha ripreso vigore, le forze dell’ordine sono riapparse per le strade per reprimere il crimine, non i cittadini, come prima del 1989, e la Bulgaria ha intrapreso lentamente il cammino verso la modernizzazione. Ora è un Paese con infrastrutture che stanno rapidamente migliorando, anche se, soprattutto in provincia, il divario con il resto d’Europa resta abbastanza ampio.
Ma proprio adesso è il momento migliore per visitare il Paese, visto che i flussi turistici sono ancora abbastanza limitati. Non sarà così per molto perché la Bulgaria offre molti spunti per un piacevole viaggio!
MONETA E LINGUA
La moneta è il Lev (plurale leva) divisa in 100 stotinki. Un Euro è equivalente a 1,95 Leva (cambio fisso), dunque i prezzi in leva equivalgono a quasi la metà in Euro (195 leva = 100 Euro): è facile!
Non cambiate se possibile in aereoporto, il cambio è ancora più “assassino” della media degli aereoporti! Lì è 1,65 leva, un vero furto legalizzato. In giro per il Paese cambiate nelle Banche che hanno un orario simile al nostro. Inutile dire che vanno accuratamente evitati i cambi proposti per strada, sono tutti truffatori!
La carta di credito è accettata in tutti i maggiori distributori di benzina e negli hotel più grandi e lussuosi. Dotatevi comunque di denaro contante perché i piccoli alberghetti e i ristorantini non le accettano.
Contrariamente a quello che alcuni pensano (ho letto infatti l’informazione sbagliata anche in uno dei diari qui pubblicati!) in Bulgaria si parla il Bulgaro, non il Russo! E’ una lingua slava, dunque ha qualche somiglianza con il russo, ma ha comunque regole e strutture tutte sue. In generale è più semplice del Russo, ma comunque una lingua ostica per noi Italiani. Il sottoscritto l’ha imparata e devo dire che allo straniero che conosce il Bulgaro si aprono una infinità di porte. I Bulgari sanno che sono pochi coloro che imparano la loro lingua e dunque apprezzeranno molto se vi sforzate a dire qualche parola. Se dunque imparate qualche termine usatelo, sarete ripagati da ampi sorrisi. ...continua il viaggio

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