Brasile

Un assaggio di Brasile

in viaggio con Paola Cresto in Brasile

La nostra prima escursione è stata lungo la costa Nord: passando per Praia Redinha, che sorge ai margini del Rio Potengi, ed il villaggio di Santa Rita, abbiamo raggiunto Genipabù, famosa per le sue dune mobili sulle quali ci siamo avventurati con il nostro buggeiro credenciado, un autista di buggy autorizzato che ci ha fatto inerpicare sulle dune più alte per poi scendere a rotta di collo, facendo curve paraboliche che sfidavano la forza di gravità.
A bordo del suo buggy abbiamo raggiunto la vetta delle dune per ammirare dall’alto lo spettacolo: sabbia finissima che si butta nelle lagune color smeraldo circondate da palmeti, il mare turchese e la spuma bianca delle onde a fare da cornice.
Qui è possibile fare sand-boarding (con una tavola simile a quella da snowboard) ed anche un giro a dorso di cammello (alquanto strano per il continente Americano!) che qui chiamano Dromedunas.
Poi abbiamo percorso in buggy un tratto di spiaggia per riprendere la strada interna fino al Rio Ceará-Mirim, dove siamo stati traghettati sull’altra riva con delle zattere a remi che abili manovratori governano da una sponda all’altra del fiume cercando di non far arenare le zattere sulle molte secche che si formano nel fiume per via dei detriti.
Dalla spiaggia di Graçandu, con un altro tragitto in buggy tra le dune abbiamo raggiunto Pitangui; qui abbiamo sostato alla Laguna: fresche acque dolci collegate al mare da canali sotterranei, dove è possibile nuotare ed anche noleggiare kajak e pedalò, oltre che rinfrescarsi con una bibita o un’acqua di cocco verde ad una delle baracas o all’ombra dei gazebi.
Proseguendo ancora tra le dune e le strade sterrate, abbiamo raggiunto la spiaggia di Jacumã: una piccola baia protetta dal reef e circondata da palme.
La principale attrattiva del luogo è la sua laguna, dove l’ingegno dei locali ha dato vita all’aero-bunda, una sorta di seggiolino con una carrucola artigianale fatta con corde e ritagli di copertoni: un capo della corda viene fissato in vetta alla duna mentre l’altro capo al lato opposto della laguna, 20 metri più in basso. Il “passeggero” scivola lungo la corda con la carrucola per circa 50 m, raggiungendo l’acqua della laguna dentro la quale si lascia cadere dal seggiolino.
Davvero emozionante! E poi c’è lo ski-bunda: seduti su una tavoletta di legno ci si lascia scivolare dalla cima della duna per circa 50 m fino a raggiungere la laguna ed entrare dolcemente in acqua.
Sia in cima alle dune che a bordi della laguna ci sono chioschi di bar e ristorantini, oltre che piccole baracas di souvenir.
Ancora qualche km in buggy lungo la costa e si raggiunge Muriù, dove abbiamo sostato per un paio d’ore: il tempo di pranzare al Naf-Naf, grazioso ristorante sulla spiaggia dove ci siamo poi goduti una sosta doverosa per relax e bagno tra le onde spumose.
Proseguendo per altri 15 km si arriva a Praia de Maracajaù, dove è possibile fare snorkeling ed immersioni in piscine naturali dalle acque calme e cristalline su un litorale corallino lungo oltre 7 km, oppure passare un pomeriggio al parco acquatico Ma-Noa, con piscine, cascate, toboga e scivoli, ideali per chi vuole divertirsi.
...continua il viaggio
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