Pantanal, nel regno degli animali
in viaggio con Daniel in Brasile
Introduzione
Questo diario riporta solo parzialmente la nostra esperienza in Brasile. Nel corso dello stesso viaggio abbiamo raggiunto anche altre zone del Paese tra cui le cascate di Iguazu. Tuttavia riporto qui solo la cronaca della visita al Pantanal, realtà completamente diversa e a se stante rispetto alle altre destinazioni, ma soprattutto molto meno conosciuta.
Date le caratteristiche del luogo, assolutamente privo di monumenti e siti storici, la descrizione dei nostri 11 giorni trascorsi lì, sarà improntata su di una parziale lista dei numerosi avvistamenti, con alcune caratteristiche salienti degli animali e dell’ambiente in cui vivono.
Gli avvistamenti di alcuni animali sono stati chiaramente molto frequenti, ma per ovvie ragioni cercherò di evitare inutili ripetizioni, nel tentativo di rendere il più possibile fluido il racconto.
E’ comunque importante sapere che chi va in questa enorme regione del Brasile, se sceglie la stagione giusta, non rimarrà mai deluso perché riuscira ad avvistare così tanti animali da poter rivaleggiare con i più bei parchi africani.
Il Pantanal è la più grande zona umida del mondo, entrata a far parte del patrimonio dell’Unesco a partire dal 2000. Si estende su una superficie di ben 150.000 Km. quadrati, ovvero una superficie che equivale a metà del territorio Italiano.
Qualcuno la definisce una palude ma in realtà è una piana alluvionale, che si riempie d’acqua durante il periodo delle piogge: alla fine del periodo, l’acqua pian piano si ritira, lasciando nella immensa pianura solo dei laghetti e degli stagni dove si concentra la vita animale. Il Pantanal racchiude uno scrigno di tesori, un vero paradiso per gli appassionati di natura ma soprattutto per i birdwatchers.
Rispetto all’Amazzonia, altra perla del Sudamerica, il Pantanal ha un grosso vantaggio: l’ambiente è diverso, più aperto, ed è molto più facile avvistare gli animali che si nascondono meno tra il fogliame della foresta.
Il periodo migliore per visitarlo va da maggio a ottobre, ovviamente durante la stagione secca (preferibile luglio-ottobre).
Itinerario
15 agosto 2008
Arriviamo a Cuiaba, capitale del Mato Grosso il giorno di ferragosto: qui siamo in inverno, ma la relativa vicinanza ai tropici non ci fa certo rimpiangere l’estate che abbiamo lasciato in Italia. Ritiriamo l’automobile presa in affitto in un ufficio vicino all’aereoporto, non senza difficoltà, visto che nessuno parla Inglese… per fortuna il portoghese è una lingua abbastanza amica e riusciamo a spiegarci: mi faccio sostituire la ruota di scorta che è in condizioni disastrose (in Sudamerica è sempre bene controllare queste cose, anche con rent a car conosciuti!) e ci avviamo verso il parco: ci sono essenzialmente due strade che si addentrano nel Pantanal, entrambe raggiungibili da Cuiaba. Noi percorreremo quella ad ovest che in 104 Km. ci portà a Poconè, ultimo paesino prima dell’inizio della strada più famosa, la Transpantaneira: 145 Km di strada sterrata dal nome evocativo, che termineranno a Porto Jofrè, nel cuore del parco. Poconè si trova già al suo interno, ma non si vedono molti animali, perché l’uomo ha bonificato parte delle zone umide per adibirla a coltivazioni agricole. Nascono proprio da questo le discordanze quando si parla di superficie del Pantanal: alcuni gli attribuiscono “soli” 140.000 chilometri quadrati, altri più di 200.000, includendo molte aree strappate alla piana alluvionale dai fazenderos per l’agricoltura e l’allevamento, aree che si trovano tecnicamente all’interno della regione. Comunque la si veda, è una regione enorme. Come termine di paragone, l’Italia misura 300.000 chilometri quadrati!
A Poconè si possono fare le ultime provviste, e noi facciamo anche il pieno di benzina, perché sappiamo che non ci saranno altri distributori fino a Porto Jofrè, dove la benzina costa il doppio! Per la verità facciamo il pieno di alcool visto che la nostra auto va anche ad alcool, carburante molto più ecologico!
Dopo l’ultimo distributore comincia lo sterrato. Ancora pochi chilometri ed incontriamo una sbarra, dove un ranger svogliato ci fa passare senza chiederci nulla. Siamo ufficialmente nel cuore del Parco! Per il primo tratto, il panorama non cambia molto perché continuiamo a vedere campi coltivati, ma dopo 10 minuti appaiono i primi stagni e si cominciano ad avvistare gli animali più comuni da queste parti, i jacarè, (caiman jacarè foto 4+43). Il nome stesso latino ci dice che i jacarè sono una specie di caimani che si trovano solo in queste zone del Sudamerica e proprio qui nel Pantanal sono particolarmente diffusi: si calcola ce ne siano centomila nel parco: mi riesce difficile immaginare che sia una specie a rischio! Malgrado si trovino pressochè dappertutto, non costituiscono un vero pericolo. Questa specie di rettili non è aggressiva e molto spesso, se ci si avvicina, sono loro a scappare dall’uomo.
Qui se ne stanno tranquilli a godersi il sole, alcuni sono praticamente a ridosso della strada! Continuiamo verso il lodge dove soggiorneremo per i primi giorni, la Pousada passo de Ema (foto 5) che è una dependance dell’Araras eco lodge, www.araraslodge.com.br. Questo lussuoso lodge si trova al km. 32 della transpantaneira: la sua dependance, ben più modesta, ricavata da una fattoria tuttora in funzione, è invece situata in una delle rare stradine laterali, a 4 km. di distanza. ...continua il viaggio

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