Stai viaggiando in Brasile con Bea

I Lençois Maranhenses, dove il Brasile dà spettacolo!

Viaggio di: Bea
Data viaggio: Agosto 2008
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Introduzione

La decisione di estendere il nostro viaggio in Brasile fino al Maranhao matura a seguito del BIT, il Borsino del Turismo Internazionale che si tiene ogni anno a Milano a febbraio. Non potendoci andare personalmente, chiedo a Leandro, un amico, di rastrellare quanto più materiale sia possibile relativo al paese, nebulosa ipotetica meta del nostro viaggio estivo. Ed è così che in un dépliant per la prima volta vedo i laghetti azzurri nel deserto di sabbia bianca dei Lençois Maranhenses e ne rimango totalmente affascinata. Un paio di mesi dopo, acquistati i voli intercontinentali, il programma di viaggio è redatto, in modo da poter acquistare anche i voli interni, assolutamente necessari in questo gigantesco paese anche qualora si decida di visitarne solo una piccola parte, come faremo noi.
Ma decido di lasciare al caso l’attraversamento di questa regione così ricca di luoghi di interesse eppure così poco conosciuta, senza fissare tappe, mete prestabilite o programmi, pronta a ispirarmi al momento.
Oltretutto i vari preventivi richiesti ad alcune agenzie locali che ci mettevano a disposizione una macchina per l‘intero periodo erano veramente molto onerosi, ma anche abbastanza diversi tra loro: nell’impossibilità di scegliere il migliore, di scartare tappe o aggiungere mete per via della laconicità della Lonely Planet e del poco materiale reperito in Rete, decido con Ivo di lasciare il tutto al caso, in modo che sia il viaggio stesso a farci decidere poco per volta cosa vogliamo vedere.

Itinerario

15/8/2008
Il nostro viaggio nel Maranhao inizia la mattina del 15 agosto quando un volo Voegol partito da Recife, dopo uno scalo a Fortaleza, ci scarica a Sao Luis, capitale dello Stato. Il pilota ci ha anche permesso di ammirare dall’alto i Lençois, oggetto primario del nostro soggiorno qui, suscitando l’ammirazione e la sorpresa di tutti i passeggeri (nel caso, scegliere i posti sulla destra, guardando la cabina di pilotaggio). Il Maranhao è infatti una meta nuova non solo nel panorama internazionale: anche per i brasiliani è motivo di curiosità ed orgoglio per la sua unicità.
L‘impatto a Sao Luis è micidiale: abituati a giornate ventilate di sole, con frequenti se pur limitate precipitazioni, e temperature perciò idilliache attorno ai 25°C, i 35 e più gradi umidi che ci attendono all’uscita dal velivolo ci stendono.
Il secondo choc lo abbiamo in taxi: in questa città la gente guida come pazza e arriviamo alla nostra Pousada con un misto di mal d’auto e nausea per il gran caldo soffocante. La Portas da Amazonas è un po’ più piccola di come me l’aspettassi ma piena del fascino che il sito e la brochure trovata in fiera a Milano facevano sperare di trovare. Si tratta infatti di un’antica casa coloniale al centro della zona restaurata della vecchia Sao Luis, restituita al suo splendore dalla sapiente opera dei due proprietari italiani. Di solito preferisco evitare ristoranti e hotel di proprietà di italiani “fuoriusciti”, sia perché non cerco mai scampoli d’Italia all’estero, sia perché trovo spesso stucchevoli questi “ricongiungimenti” con gente con cui hai a che spartire solo la nazionalità e al massimo un po’ di voglia di fuga.
Alessandro, però, uno dei proprietari, mi aveva molto favorevolmente colpito sia perché mi aveva fornito, ancora prima che prenotassi, parecchie informazioni - non il solito copia-incolla, per intenderci - sia perché non aveva insistito per “vendere” il suo pacchetto (la pousada ha annessa anche una piccola agenzia di viaggi) ma al contrario mi aveva convinta con un “vieni qui e vedrai che ci inventiamo qualcosa”, filosofia molto vicina al mio spirito di viaggiatrice libera da vincoli.
Alla Pousada aspettiamo per una ventina di minuti che la stanza sia pronta per poter lasciare gli zaini e per darci una bella rinfrescata, operazione resasi necessaria nel giro di pochi minuti dal nostro atterraggio. Intanto osserviamo il fitto via-vai di turisti e viaggiatori in questa pousada che è veramente al centro del movimento turistico della città. Tutte le agenzie contattate mi avevano infatti proposto questo alloggio e già mi ero fatta l’idea che fosse molto gettonata: da lì l’esigenza di prenotare anticipatamente per due notti, in modo da dedicare il giorno dell’arrivo alla visita di Sao Luis e il successivo alla vicina Alcantara, altra città coloniale nelle vicinanze.
Una volta sistemati, ci rendiamo conto che è ormai ora di pranzo e ci ricordiamo di un “ristorante a chilo” intravisto a pochi portoni di distanza, dove prontamente ci rechiamo. Si tratta di un classico sistema di ristoro brasiliano ma fino ad ora non ci era capitato di usufruirne: consiste in un self-service dove al posto di un prezzo a piatto, c’è una bilancia per pesare quanto si è prelevato dai vassoi e un addetto che calcola il costo totale, indipendentemente dalla scelta e dal numero di pietanze selezionate. Completa il servizio, la consegna al tavolo delle bibite. Diciamo che per un pasto normale, si spende veramente poco (19,90 Rs al chilo) e il Don Franciscus cucina piatti discreti.
Rientriamo in hotel convinti a rimandare la visita della città a causa del sole implacabile che letteralmente arroventa le strade e ne approfittiamo per cercare di organizzare i giorni a venire. L’agenzia è piena ma quando alla reception capiscono che siamo italiani e che abbiamo bisogno di informazioni, viene prontamente chiamato Alessandro, che sicuramente si era appena ritirato per il pasto o per un po’ di riposo e che nel giro di pochi minuti si mette a nostra disposizione. Si ricorda di me e delle mie perplessità, a cui ora se ne aggiunge un’altra: durante una conversazione a Fernando de Noronha, una giovane coppia di Sao Paolo che aveva visitato i Lençois l’anno precedente ci ha consigliato di accedere al parco non da Barreirinhas, come fa la quasi totalità dei turisti, ma da Santo Amaro, piccola cittadina all’estremità opposta del deserto, più vicina a Sao Luis ma un po’ più difficile da raggiungere. Ed è questa la prima richiesta che facciamo ad Alessandro, chiedendo allo stesso tempo il suo consiglio circa la validità della dritta ricevuta.
Ed è così che il nostro appena abbozzato programma di viaggio subisce una completa rivisitazione: Alessandro ci conferma che Santo Amaro è un posto interessante, poco turistico (e questo per noi è motivo di grande attenzione!) ma scomodo da raggiungere con i mezzi. In particolare fatichiamo a far entrare andata e ritorno più visite nei giorni a nostra disposizione, calcolando che nei giorni che restano dobbiamo coprire la non poca distanza che ci separa da Recife, aeroporto di partenza per l’Italia. Fatichiamo alla ricerca dei giusti incastri fino a quando ad Alessandro viene in mente che da Santo Amaro potremmo noleggiare un fuoristrada per effettuare l’attraversamento del deserto fino ad Atins e da lì risalire il fiume Prejuicas fino a Barreirinhas da dove riprendere il viaggio programmato. Prima fa una telefonata per accertarsi che l’attraversamento del deserto sia possibile, visto che gli erano giunte voci che questa attività era stata proibita e poi cerca di chiamare Santo Amaro, sia per prenotare una pousada che per cercare un mezzo: malgrado parecchie chiamate nel corso della giornata, risulta impossibile contattare Santo Amaro ma ci dice di non preoccuparci, visto che andando lì, alla pousada saranno sicuramente in grado di procurarci un fuoristrada. E così gentilmente ci svincola dalla prenotazione per la seconda notte a Sao Luis e anticipiamo la partenza all’indomani, per avere più tempo in caso di contrattempi o ulteriori modifiche da apportare al programma.
Non resta altro da fare che concentrare la visita della città al solo pomeriggio: poco convinti di farcela e sotto un sole che ancora ci rallenta movimenti e cervello, cominciamo a girovagare nei dintorni della pousada, nella zona più massicciamente restaurata che rivela quale gioiellino dovesse essere Sao Luis ai tempi d’oro. Una visita agli sportelli automatici delle banche nella piazza principale sui cui troneggiano la cattedrale e vari edifici neoclassici di un bianco abbagliante, ci permette di osservare i giochi della marea nella baia, attualmente quasi completamente asciutta, su cui si fronteggiano la vecchia e la nuova Sao Luis, con i suoi edifici moderni e svettanti. ...continua il viaggio »

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