Brasile

Cosa è un viaggio?

in viaggio con Enos Rota in Brasile


SPETTACOLO DELLA CASA DO MENOR A LAPA, RIO DE JANEIRO
In una piazza al centro di Rio detta "Lapa" sotto gli archi sui quali, ogni ora circa, sfreccia un trenino per i turisti in visita alla Capitale, in questa terza domenica di Ottobre è stato organizzato un incontro di gruppi musicali e folkloristici e già nel primo pomeriggio c'è quella atmosfera tipica di questi eventi, eccitante, coloratissima e si aspetta con impazienza che inizi lo show anche perchè minaccia di piovere.
Dopo alcune esibizioni che infiammano l'uditorio, tutti quì accompagnano con il ballo, nessuno sta fermo al ritmo frenetico degli strumenti afro-brasiliani, finalmente compare Padre Renato a presentare i suoi "ragazzi": con la sua solita carica carismatica, la parola forte e incisiva, travolgente a tratti, spiega alle centinaia di giovani presenti che il problema principale del Paese è quello dei giovani, di non sentirsi amati, abbandonati, esclusi, rifiutati e fin dalla prima infanzia costretti a finire irrimediabilmente sulla strada. Si celebra proprio in questo giorno la "giornata mondiale dell'infanzia", ma in verità, tuona Padre Renato, questi organismi non fanno assolutamente niente e nessuna azione concreta arriva in queste periferie degradate della Baixada. Il suo discorso è come al solito così appassionato ed emozionante soprattutto in questo contesto i cui i giovani di Rio si interrogano provocati dai dati sulle loro realtà più sconcertanti.
Finito il discorso applauditissimo escono giusto in tempo prima che la pioggia rovini il resto della festa, i ragazzi della Casa do Menor con il loro spettacolo esilarante, il più bello di tutti, bisogna riconoscerlo (tra l'altro sono venuti anche in Italia in una tourrnèe in varie città portando ovunque una vitalità e un entusiasmo incredibili), dalla Capoeira, alla rappresentazione delle scene che riportano gli episodi della storia passata del Brasile, dalla colonizzazione portoghese e dalla lunga schiavitù, fino agli avvenimenti recenti compreso l'agghiacciante fenomeno degli squadroni della morte e dell'assassinio di tanti adolescenti; in un crescendo di gesti e di musiche tutto esplode nel classico ritmo che crea un febbrile ed esaltante movimento nel pubblico di braccia, di gambe, dal grandissimo impatto emotivo e coinvolgente.
Sono convinto che non ci sia mezzo mediatico migliore di questo per lasciare un messaggio molto suggestivo di pace, di fratellanza, di comunione e di solidarietà: "UMA LUZ CHEGOU..." si chiama uno di questi canti che dà il titolo alla raccolta dei pezzi nel CD omonimo. Certo, veramente UNA LUCE RIFULGE... nelle tenebre delle favelas, nei bairros della miseria e del degrado, nella violenza terribile di questi luoghi dimenticati dalle nostre Civiltà, nell'infanzia e adolescenza negate... una vivissima luce risplende di speranza, di fiducia nel futuro anche di questi ragazzi che tentano di uscire dal tunnel che li ha visti feriti profondamemnte nella loro dignità umana.

CAPOEIRA
Questa danza, che è una simulazione di lotta con gesti rapidi, armonici che tutti eseguono al ritmo di tamburi e altri strumenti particolari, è tipica di questa terra ed è un mezzo efficacissimo di espressione che viene praticato nel bellissimo "Centro de atividades culturais e esportivas" sorto poco lontano dalla Casa do Menor con il preciso intento di valorizzare le tantissime qualità e doti artistiche presenti nei ragazzi di strada per il loro recupero "totale" e ci sono manifestazioni con la partecipazione di centinaia di giovani e di bambini offrendo a chi visita lo scenario meraviglioso di un realtà in continua evoluzione e crescita.
E' proprio qui che ho incontrato uno dei principali artefici di questo "miracolo" della Capoeira: Rildson, un giovane 24 enne, recuperato anni fa da una situazione tragica di strada che ha lasciato sul suo volto i segni della tristezza, fugata soltanto dal sorriso contagioso e dallo sguardo mite e profondo, esperto in questa disciplina con una capacità stupefacente, ha raccolto intorno a se una sessantina di ragazzi e organizzato in una palestra (se così si può chiamare) un corso a cui ho partecipato in un'occasione e sono rimasto incantato dalle due ore ininterrotte di esercizi sotto l'incalzante e travolgente rullio dei tamburi e dei canti.
Mi diceva sconsolato che nessuno può permettersi di pagare delle quote, nessuno dà contributi, finanziamenti, sostegno economico e io mi sono preso l'impegno, tornando in Italia, di appoggiare finanziariamente questa sua iniziativa corraggiosa, così lodevole e fondamentale per l'educazione e la salvezza dalla strada di centinaia di giovani e che lezione! Rildson ricordando il suo passato ha cercato di sottrarre dalla stessa infelice sorte molti altri dando vita e speranza.
Chi leggerà queste righe che io stesso scrivo con imbarazzo perchè tutti siamo vittime nella nostra società, di sprechi, di bisogni inutili e banali, di beni materiali che non realizzano niente, mi auguro che capisca l'importanza che hanno a volte anche pochi euro per provocare dei mutamenti essenziali in realtà del terzo mondo: per questo ribadisco l'antico detto: è dando che si riceve... e sconcertante è il fatto che ritorna indietro proprio ciò che non è acquistabile con i soldi, come diceva mirabilmente nel "Piccolo Principe" Antoine de Saint Exupery. ...continua il viaggio
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