Brasile

Alla scoperta del Brasile del nord-est - Parte I

in viaggio con Ortensia in Brasile

In questi due giorni ho fatto un po' di shopping: niente di particolare, siccome anche stavolta mio marito e figli mi hanno abbandonata sono andata nel piccolo centro di Ponta Negra e ho acquistato per pochi reis le solite cianfrusaglie; per le interessate segnalo: strumenti musicali tipo maracas (care 30 reis) e simpatico bastone della pioggia (10 reis si chiama proprio così), statuette di terracotta dipinta (da 8 a ...reis), amache con rifiniture all'uncinetto (50 reis), tappetini (5 reis), animali fatti con belle pietre dure (15-20 reis), costumi (circa 6 euro) non sempre succinti. Per le cartoline attenzione: mi hanno venduto francobolli per la destinazione locale e alla fine ho potuto imbucare solo la metà delle cartoline acquistate dovendo utilizzare due francobolli per ogni cartolina. Quindi specificate la destinazione europea.

Lunedì 24 marzo
Finalmente arriva il giorno dell'escursione in buggy. Temevo che la guida non ci fosse stata perchè l'agenzia ha problemi di connessione quindi dall'Italia avevo comunicato il giorno e il tipo di escursione da fare ma alla fine non avevo ricevuto la conferma definitiva. E invece puntualissimo il nostro bellissimo buggy tutto giallo è in reception ad attenderci. I bambini sono felicissimi, lo diventeranno un po' meno quando dopo averli cosparsi di crema solare gli farò indossare pantaloni e camicia lunghi, cappello ed occhiali. Purtroppo il sole non scherza e bisogna stare attenti a non esporsi con nessuna parte del corpo. Ho visto dei turisti girare in buggy con i capelli al vento, senza maglietta e pantaloncini e il giorno dopo erano ustionati con dolore alle orecchie.
I buggy sono delle mini auto colorate e decappottate fatte apposta per girare sulle dune. Partiamo oggi per il nord. Attraversiamo il nuovissimo ponte di Natal dopo aver superato il faro di Maria Luisa, la statua della vergine protettrice dei marinai e il bianco forte dei re magi.
Andiamo verso le dune di Genipabu. Noi abbiamo scelto il tour ''senza emozione'' cioè il nostro autista procede con calma sulla sabbia senza fare bruschi salti e scodinzolamenti. Ogni tanto facciamo delle soste per le foto e far divertire i bambini ad esempio con il giro sugli asinelli (appena 4 reis in due) o con una scimmietta o una iguana per le foto (5 reis). Lo scenario però è fantastico: alte dune di sabbia si gettano in maniera vertiginosa su alcune lagune, con la luce e le nuvole cambiano continuamente i colori, i turisti sono pochi e non c'è ressa. La sparsa vegetazione rende diversa ogni singola duna mentre l'orizzonte si delinea nettamente contrastando il giallo della sabbia con il cielo blu ricco di nugoli di nuvole passeggere.
Per il pranzo ci fermiamo in una laguna verdissima di acqua calda e bassa dove hanno sistemato ombrelloni ,tavoli e sedie direttamente in acqua. Mentre mangiamo decine e decine di pescetti corrono tra le nostre gambe per raccogliere le minuscole briciole del nostro pranzo, naturalmente a base di pesce, soprattutto gli immancabili gamberetti. Qui infatti ci sono grandissimi allevamenti di gamberetti che vengono esportati all'estero mentre l'aragosta è rara e costosa perchè è un animale che non si riesce ad allevare in cattività. Infatti per questo si teme per la sua sopravvivenza. Mi hanno spiegato che le navi, soprattutto straniere che hanno la licenza di pescare nelle acque brasiliane intercettano la prima aragosta che di solito si muove disposta in fila con altre della sua specie. Quando le pescano raccolgono anche tutte le altre sebbene ci siano aragoste anche molto piccole. Questa pesca indiscrimata purtroppo non permette più la riproduzione di questa specie e la continua richiesta dei turisti disposti a spendere anche molto, ne ha decretato l'accanimento della raccolta.
Quindi se potete mangiare i gamberetti più a cuor leggero, riflette prima di ordinare una aragosta.
La gita però non propone solo dune e spiagge lunghissime e deserte con palme, cocchi e rari pescatori da riva: c'è anche la parte dell'avventura. Insieme con i miei bambini (quello piccolo però in un episodio è stato solo a guardare) abbiamo affittato la moto d'acqua elettrica (5 reis) che procede lentamente e fatto l'aerobunda e lo skibunda. Queste attività sono molto divertenti, soprattutto DOPO averle fatte! In particolare nell'aerobunda (5 reis) si sale su una impalcatura o addirittura si parte dalla cima di una collina e con una specie di seggiolino o imbragatura (a seconda di quale si fa) ci si lancia per arrivare nel lago o fiume per poi guadagnare la riva. Detto così non sembra nulla di speciale ma vi assicuro che sul posto la cosa desta una certa preoccupazione nonchè paura. Alla fine guardando anche gli altri ci si convince e si supera la prova (anche perchè non ci sono alternative).
Lo skibunda invece è molto più pericoloso e infatti ho visto una signora che negli ultimi metri si è cappottata e si è fatta male al collo. Praticamente si sale su una altissima duna, ci si siede su uno scalcinato skateboard di legno, tipo quelli che usavamo da bambini, e poi legati ad una fune nel tratto terminale dello skate ci si lancia giù verso un laghetto/piscina artificiale. Lo skate prende velocità durante la discesa: in base alla rigidità data alla corda si è più o meno veloci, ma non sperate nella clemenza dei ragazzi che vi assistono! Loro si divertono quanto più gridate. L'importante è non farsi prendere dalla paura e tenere entrambi le mani indietro, qualsiasi movimento vi farà uscire fuoristrada e rotolare giù per la discesa. C'è sempre il rischio di rotolare malamente. Comunque si finisce in gran velocità con un tonfo dentro lo specchio d'acqua con mille spruzzi e gran risa... forse perchè è passata la paura? Avendo due figli maschi capite bene che mi è toccato ripetere queste esperienze diverse volte. Fortunatamente sono riuscita a dire di no al volo in deltaplano, per qualche anno ancora riesco a tirarmi indietro per le esperienze troppo forti. Comunque per gli interessati: sappiate che il volo in deltaplano prevede picchiate e sorvoli al centimetro verso le spiagge e gli ignari turisti che vi osservano.

(Il diario di viaggio seguirà nella seconda parte, di prossima pubblicazione)

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