“Il segreto meglio conservato dell’Africa”
“Il regno indiscusso della grande fauna africana”
“In nessun altro luogo al mondo i safari sono così spettacolari e a contatto diretto con la natura selvaggia come in questa arca di Noè”
“Qui la Natura è grandiosa, esagerata. L’ambiente è intatto, superlativo”
Sono solo alcuni slogan che, per chi non è mai stato in Africa, possono far pensare ad esagerazioni oppure possono esercitare una forte attrazione così come succede per qualsiasi prodotto ben pubblicizzato.
La domanda che nasce spontanea è: “sarà tutto vero?”
Per Sandro e me, dopo diversi viaggi in Africa, non è difficile rispondere a questo interrogativo.
Dopo esserci affacciati sul Botswana dal Caprivi namibiano, dopo avergli girato attorno, è forte il desiderio di esplorare un altro pezzo d’Africa con la certezza che il nostro Continente preferito ha in serbo per noi ancora tante sorprese.
Decidere di visitare il Botswana è stato, quindi, facile. Più difficile, invece, concretizzare il viaggio poiché ci siamo dovuti scontrare con la politica del turismo a basso impatto ambientale = prezzi elevatissimi.
Questo grosso ostacolo ha reso necessario ridimensionare il nostro ambizioso progetto di trascorrere 3 settimane nel Paese per visitarne, oltre al nord, anche la parte centrale (Kalahari).
Escluso il soggiorno nei lodges (dai prezzi esorbitanti) non resta molta alternativa al campeggio. Scegliamo però un modo di campeggiare comodo, con chi provvede all’allestimento e smontaggio del campo, alla preparazione dei pasti, senza rinunciare alla comodità di dormire in un letto o di fare una doccia.
Esaminati vari preventivi di operatori locali ed italiani, la proposta che risulta qualitativamente migliore è quella di Harmattan che sul Botswana ha prezzi competitivi e che confeziona programmi personalizzati. ...continua il viaggio »