Australia, Polinesia Francese

Women Dreaming, sitting around, waiting to dance!

in viaggio con Marco Ciccone in Australia, Polinesia Francese


L’arrivo a Darwin ci ha offerto uno scorcio di paese totalmente differente : case basse, anche se a dire il vero sono state ricostruite dopo il ciclone, e stile di vita lontanissimo dalla metropoli.
In effetti non offre granché, però solo qualche chilometro fuori città c’è, crediamo, il più interessante museo dell’intera Australia: il Northern Territory Museum dove, affiancata ad un’ottima gamma di manufatti aborigeni (anche di Namatjira), si ripercorre la storia della regione con particolare attenzione alla sciagura del 1974.
Proseguendo si incontra il Botanic Garden e soprattutto l’East Point Riserve, che oltre ad essere utilizzato come parco cittadino, offre desolati ma affascinanti scorci naturali, nei quali è usuale incontrare i wallabies che al tramonto escono allo scoperto per mangiare.
Ad ogni modo Darwin è un punto di appoggio verso il Parco Nazionale del Kakadu, che noi abbiamo deciso di percorrere autonomamente soprattutto per poter partecipare ad un’escursione con un tour operator di Cooinda, specializzato nell’entrare in contatto con la cultura aborigena uscendo dai soliti itinerari turistici.
La guida ci ha accompagnato in una farm di bufali, che anche grazie all’appoggio del Warradjan, il locale centro culturale (curato e molto interessante), permette il sostentamento di un minuscolo villaggio di nativi.
Partendo da qui abbiamo seguito Patsy nelle sue usuali faccende domestiche di bushtucker, concludendo l’istruttiva giornata con una cena a base del raccolto giornaliero davanti ad una vallata che ci ha regalato un tramonto da favola, lontani da qualsiasi contatto con la civiltà.
A parte questa esperienza, il Kakadu offre splendidi panorami, una biofauna unica, tanto che sono da non perdere l’escursione all’alba in barca sullo yellow water river e i siti rupestri probabilmente più espressivi e più antichi della Terra: Ubirr e il Sogno di Nourlangie.
Ricordando quei luoghi ci risulta difficile concepire come 20.000 anni fa esistesse questo tipo di arte sconosciuta al nostro mondo e come poi come ci sia stata un’evoluzione tanto differente.
Durante l’escursione con Patsy ricordo di essermi allontanato dal campo solo per qualche decina di metri finché la potenza del vuoto e della Natura mi hanno fatto pesare la solitudine, facendomi immaginare ombre tutt’intorno, come se il bush volesse parlarmi e comunicarmi qualcosa.
Solo per poco sono riuscito a comprendere come deve essere stata per millenni la vita degli aborigeni, come abbiano conosciuto, rispettato e “cantato” invisibili “vie” di una terra che i primi coloni hanno colpevolmente segnato come “Nullius”.
Sto scrivendo questi pensieri da una poltrona del Ghan, il treno che dolcemente attraversa questo sterminato Paese, abbandonando lo sguardo su un paesaggio che affascina tanto è monotono. ...continua il viaggio
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