Storie a testa in giù - Parte 1
in viaggio con Vicky & Manu in Australia
Introduzione
Sapete che rumore fanno milioni di cicale nascoste fra le foglie di una foresta di eucalipti?
Lo stesso dei motori di un aereo a reazione.
Solo che è uniforme, continuo, infinito. Alienante.
Siamo in uno dei vagoni dell’Undara Lodge, da questa mattina abbiamo percorso in auto oltre 500 km di outback australiano ed ora ci stiamo riposando un po’ in questo strano posto accompagnati dal frinire proveniente dagli alberi attorno a noi.
E’ la prima volta che sento l’esigenza di scrivere il diario del viaggio prima ancora di portarlo a termine; i luoghi visitati le emozioni provate, gli spettacoli naturali ammirati a bocca aperta sono però talmente tanti che per cercare di trasmetterli intatti non posso aspettare di tornare a casa e pensarci in un secondo momento.
Andiamo con ordine però, e partiamo dal primo giorno.
Itinerario
23 ottobre 2010 – 13 giorni fa
L’accoglienza non è delle migliori.
Dopo 14 ore di volo, tutto sommato più sopportabili e veloci nel passare del previsto, ad aspettarci sul suolo australiano c’è una Sydney avvolta nella penombra della sera e coperta da un cielo plumbeo che riversa a terra una fitta pioggia; dove sono il sole ed i tramonti visti in fotografie e cartoline?! Dove il caldo del “continente rosso”?! non avremo fatto tutta questa strada per niente, vero?!
Sappiamo bene che non è così, ma come accade nei normali rapporti interpersonali dove spesso la prima impressione è quella che condiziona un intero giudizio, così, complice la stanchezza per il viaggio e la ricerca di un hotel per la notte (non avevamo prenotato nulla e ci troviamo con tutte le sistemazioni che avevamo selezionato da casa già al completo!), l’aria fredda e la pioggia, la prima Sydney che vediamo ci delude un po’.
L’unico hotel con una stanza disponibile per la notte si trova all’inizio di Chinatown (anche se sarebbe più indicato chiamarla “JapanTown” visto il numero di Giapponesi che vediamo in giro!), quartiere praticamente centrale, così nonostante freddo e stanchezza ci avventuriamo a piedi alla scoperta dell’arteria principale della città, George Street dove i marciapiedi (è sabato sera) sono invasi da ragazzi e ragazze che passano da un locale ad un altro fra luci, drink, minigonne e tacchi alti o infradito. La stanchezza ha presto la meglio, torniamo in hotel per ricaricare le batterie ed affrontare con energia il nostro viaggio. ...continua il viaggio

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