L'Australia secondo me
in viaggio con Pallazzo in Australia
17 novembre 2006
Ci svegliamo presto, il tizio è già lì che addestra i C o D, ogni tanto si ferma e per qualche minuto sussurra all’orecchio del capofila, intorno alcuni cangurotti saltellano per la gioia della mia fotocamera… mia moglie mi richiama all’ordine, ci sono circa 350 km di deserto ad attenderci
Poprio deserto non direi, c’è una discreta vegetazione specie ai lati della Lasseter… ogni tanto incrociamo i famosi road train (si chiamano così, mi pare, i tir con due enormi rimorchi), dopo averli visti capisco perché c’è una carcassa di canguro ogni 30 metri: non riusciamo a definire questo fenomeno, abbiamo visto persino un cammello ucciso qualche giorno prima, che scempio! Ma non c’è modo di mettervi riparo? E non pensiamo sia solo colpa dei truck, boh! Forse qualche spiegazione ci sarà… ma comunque non la condividiamo, è vero che siamo in un deserto ma (la definizione l’ho coniata in seguito ricordando le zone desertiche del Messico) trattasi di un deserto ricco! Quello messicano povero (c’è molta più anima).
Fra una considerazione e l’altra, l’asfalto che corre veloce sotto di noi, siamo a Yulara. Proseguiamo subito per Ayers (di cui sapete già tutto), foto di rito, giro panoramico, visita al centro culturale, riposino, nuovo giro, piccola scalatina pochi metri per qualche altra foto. C’è anche che il solito gruppetto di aborigeni che fa da soprammobile, (“solito” perché lo abbiamo rivisto più volte), scusateci ma non ci siamo emozionati più di tanto, forse Chichen Itza è un’altra cosa, forse il rosso della roccia sa di ricchi dollari mentre il verde della boscaglia sapeva di poveri pesos!!??
Non comprendiamo bene quale sensazione stiamo provando. Ci sembra di essere fuori dal coro, sarà…. boh! Non so! (scusate se vi parlo a volte in prima persona singolare e ltre plurale), fatto è che questa bellezza non ci ha emozionato più di tanto! e mi dispiace…
La cosa che ci ha colpito di più è stata la corsa del mattino successivo da Yulara ad Ayers per vedere l’alba: è stata una sorpresa vedere tanta gente in pulman, auto, camper, moto, affrettarsi per osservare un fenomeno che… boh!? Poi darò qualche spiegazione sui miei “boh”, forse!
(Mi viene di pensare a De Crescenzo… “è un’opera d’arte o nu ciess scassat...) scusatemi l’irriverenza, probabilmente dobbiamo ancora capire e ci proveremo e forse riprovereremo!
Esaurito il dovuto omaggio all’”alba” puntiamo verso le Olgas. Avvistamento di cammelli.
Alle Olgas abbiamo fatto le due escursioni segnate sulle mappe, molto belle, quella lunga l’ho fatta da solo, rischiando un po’ mi sono ritrovato proprio al centro delle Olgas, solo con la mia fotocamera, e giù foto e panoramiche, forse un po’ troppe, comunque sono solo in mezzo ad un gruppo di belle rocce, al centro dell’Australia, dall’altra parte del mondo, qualcosa da raccontare ai nipotini… per ora ..ine.
Pomeriggio: visita al complesso di Yulara, poi via verso Kings Canyon. Se non lo raccontate agli Australiani vi dirò che abbiamo percorso gli ultimi 150 km a 120/130 km/h con il buio pesto rischiando non poco.
Anche di K.C. sapete tutto, carina la passeggiata lunga, ma anche qui sensazioni di un certo livello non ne ho avute. ...continua il viaggio

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