Australia

Due mesi in Australia e Nuova Zelanda - Parte prima

in viaggio con Sandro e Ivana in Australia


32° giorno 15 febbraio lunedì Trasferimento Hobart
Partiamo alle 7,45 il pullman ripercorre la strada dell’andata effettua nuovamente servizio di school bus per i ragazzi, ci fermiamo ancora a St. Marys del resto non ci sono alternative anche se una strada litoranea arriva ad Hobart. Ricambiamo pullman, in pratica come previsto ritorniamo quasi a Launceston, attraversiamo alcuni paesini fra cui Ross dove volevamo fermarci. Presso un’area di servizio scendiamo e cambiamo nuovamente autobus che arriva dopo pochi minuti, alla fine arriviamo ad Hobart intorno alle 13. L’albergo Leisure Inn è distante solo un paio d’isolati lo raggiungiamo a piedi. La camera ancora non è pronta ,posiamo i bagagli ed usciamo per mangiare qualcosa, finiamo nel solito Sub Way la camera ci verrà assegnata solo dopo un’altra ora dopo ripetute insistenze. Usciamo per un primo giro orientativo siamo abbastanza vicini al centro e alla baia si alza un leggero vento ma c’è il sole e si sta’abbastanza bene; mi fermo all’ufficio turistico per prendere una cartina della città ed avere informazioni su come raggiungere il quartiere di Kingston. Speriamo di trovare un valido ristorante ma anche qui non troviamo niente di soddisfacente, finiamo in un ristorante indiano vicino all’albergo.

33° giorno 16 febbraio martedì Hobart
Kingston è un quartiere periferico distante circa 15 km dal centro. Oltre al centro vero e proprio c’è Kingston Beach che raggiungiamo facilmente con l’autobus. La spiaggia è invitante quasi del tutto deserta anche se la giornata è calda e soleggiata. Metto i piedi in mare ma l’acqua e abbastanza fredda, intanto è arrivata altra gente ma praticamente quasi nessuno fa il bagno, ci limitiamo solo a prendere un po’ di sole. Pranziamo con una porzione di fish and chips ma alla fine ci rimane tutto sullo stomaco, alle 14 riprendiamo l’autobus per tornare in città è un servizio espresso che non fa fermate intermedie in poco meno di 20 minuti siamo nuovamente in centro. Visitiamo il Tasman Museum, poi arriviamo a Salamanca Sq, il vecchio quartiere portuale di Hobart dove tutti i vecchi edifici sono stati restaurati e trasformati in boutique,bar,negozi e ristoranti.Al sabato vi si svolge un animato mercato. Rieccoci a pensare alla cena, sinceramente già anche stufi anche di curry, masala e tandoori , di mangiare anche carne condita con salsa di noccioline, cerchiamo qualcosa di diverso ma la cosa non è semplice. Fra le tante la scelta ricade su un locale che presenta un menù molto elaborato, c’è anche la possibilità di una pizza, ordiniamo la più semplice margherita, apparentemente è fatta bene ma dopo i primi morsi si avverte un forte sapore acido che non sappiamo a cosa attribuire, probabilmente un pessimo olio di semi.Riusciamo comunque a sopravvivere.

34° giorno 17 febbraio mercoledì Hobart
Usciamo un po’ più tardi del solito, torniamo verso la baia, notiamo un vecchio bus rosso a due piani che effettua un giro turistico della città. Facciamo il biglietto,12 $ a testa, passiamo attraverso il quartiere residenziale di Battey Point, successivamente arriviamo al birrificio della Cascade in un vecchio palazzo del 1824, il giro continua fino alla collina di Bellarive da dove si può ammirare il panorama di tutta la città e della baia. Rientrati ci rechiamo nuovamente verso Salamanca Sq.compriamo ancora pane e prosciutto e ce ne torniamo in camera.Nel giro di meno di due ore il tempo cambia improvvisamente, si annuvola in modo preoccupante e minaccia pure di piovere,tramonta a questo punto anche la possibilità di fare un’altra escursione al vicino monte Wellington, usciamo lo stesso restando nei pressi dell’albergo, non ci resta altro che passeggiare nel Mall e nella zona pedonale. E’ l’ora dell’uscita dalle scuole, sia i ragazzi che le ragazze indossano eleganti uniformi scolastiche, penso ognuna diversa a seconda dell’istituto che frequentano, le più eleganti sono quelle delle ragazze alcune portano pure in testa una graziosa paglietta, ceniamo nuovamente al ristorante indiano.

La nostra avventura australiana è finita, siamo pienamente soddisfatti, potevamo forse impiegare i giorni in modo migliore riducendo la permanenza in alcune località a favore di altre, anche la mancanza di un veicolo privato in alcuni casi s’è fatta sentire in particolar modo in Tasmania, ma come dicevo tutto si è risolto per il meglio utilizzando sempre i servizi pubblici e ricevendo sempre valide e disinteressate informazioni dai vari uffici turistici o semplicemente dalla gente di passaggio.
Ci rivediamo domani in Nuova Zelanda.

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