Stai viaggiando in Armenia con Francesco e Irene

Insolita ma affascinante: l'Armenia

Viaggio di: Francesco e Irene
Data viaggio: Agosto 2003
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Riprendiamo la strada verso il sud, attraversando la pianura di origine vulcanica fino ad arrivare in un paesaggio completamente diverso: si susseguono gole e canyon e montagne desertiche, stiamo per arrivare a Noravank, un complesso di monasteri bellissimi (forse i più suggestivi!) che si trovano in cima a un monte sullo scenario unico di precipizio. Al ritorno ci fermiamo da una contadina a comprare la frutta. 1kg di mele per circa 10 centesimi di euro!

19 agosto
Partenza di buon mattino per la regione di Lori al nord a pochi km dalla Georgia.
La strada è un po’ lunga, ci vogliono quasi due ore da Yerevan, ma è piacevole vedere paesaggi diversi e numerosi pascoli di mucche e pecore lungo la strada. Attraversiamo anche la cittadina di Spitak, epicentro del terremoto disastroso che colpì l’Armenia circa 10 anni fa. In gran parte tutto è ricostruito grazie ad aiuti esteri, si vedono bene gli ospedali norvegesi ed italiani.
Lungo la strada ci passano sopra la testa anche due aquile bellissime e planano fino a passare accanto a noi.
Arrivati sulle montagne di Lori, chiediamo indicazioni per il Monastero di Sanahin, un luogo sperduto e purtroppo abbandonato. Qui visitiamo la Chiesa della Santa Madre di Dio e la biblioteca. All’interno della sala numerose brocche e resti di croci in pietra antichissime, sono lì abbandonati, verrebbe quasi la voglia di portare via qualcosa!
Dopo la visita ci dirigiamo verso il Monastero di Haghpat, Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
Finalmente incontriamo qualche turista!
E’ tardi ormai e torniamo nella capitale; domani partiamo per l’Italia, ma prima decidiamo di andare a trovare un pensionato che durante il giorno si trova vicino al nostro albergo a vendere semi di girasole per arrotondare la misera pensione. Sono molti i pensionati e le donne agli angoli delle strade o nei parchi che vendono semi per guadagnare qualcosa. Qui la situazione economica di gran parte della popolazione è molto grave!
Quasi tutte le sere andavamo a trovare questo anziano e gli regalavamo qualcosa da mangiare, non ha mai aperto bocca per ringraziarci ma accettava tutto, i suoi sguardi bastavano per farci capire tutto! L’ultima sera aveva portato con sé anche la moglie, era seduta vicino a lui, e quando ci siamo avvicinati per dargli un po’ di frutta lei ci ha sorriso e ci ha benedetto.
Ancora oggi io e mia moglie ripensiamo a loro e ci viene un po’ la malinconia, vorremmo andare a trovarli. ...continua il viaggio »
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