Armenia

Insolita ma affascinante: l'Armenia

in viaggio con Francesco e Irene in Armenia


17 agosto
Oggi è domenica e decidiamo di andare a Echmiadzin, la Sede della Chiesa Apostolica Armena, dove assistiamo alla Messa presieduta dal Catholicos (Papa armeno). Non lo sapevamo ma oggi è un giorno importante, in quanto ci sarà la benedizione dell’uva, rito di ringraziamento che avviene prima del raccolto. La celebrazione è suggestiva: canti bellissimi, processione sontuosa con abiti ricchissimi ed eleganti e rito completamente diverso dal nostro. Bella esperienza.
Dopo decidiamo di andare a visitare due belle chiese nelle vicinanze: Santa Gayane e Santa Hripsime, le due sante che portarono il Cristianesimo in Armenia.
Pomeriggio visita del Museo Etnografico di Sardarapat e delle rovine della cattedrale di Zvartnots.

18 agosto
La mattina partiamo verso il sud dell’Armenia; la prima tappa è il Monastero di Khor Virap e vista del Monte Ararat (5195 mt). Per fortuna anche se è agosto, e quindi c’è umidità e foschia, già dopo qualche chilometro riusciamo a vedere bene la cima innevata del ghiacciai dell’Ararat. Il monte si trova appena al di là del confine, in territorio turco, ma gli Armeni lo considerano proprio, in quanto fino al secolo scorso si trovava nel loro territorio. Si narra che l’arca di Noè si trovi sepolta nel monte e sono numerosi gli archeologi che considerano vera questa ipotesi.
La pianura intorno è fertilissima e tutta la coltivazione è dominata da frutteti, soprattutto albicocche.
Arriviamo al Monastero che si trova proprio alle pendici dell’Ararat. Il paesaggio e la vista sono molto suggestivi. Il Monastero è un famoso luogo di pellegrinaggio: anche il Papa nel 2001 si è recato qui nel 1700° anno di conversione dell’Armenia al Cristianesimo. Qui si trova anche il pozzo nel quale fu tenuto prigioniero per 12 anni San Gregorio, il Santo che fece convertire tutta l’Armenia.
Mia moglie ed io decidiamo di calarci nel pozzo. Il passaggio è strettissimo e una piccola scala di ferro permette di scendere giù, ma già dopo pochi scalini l’impressione è che manchi l’aria per respirare. In fondo al pozzo c’è un piccolo altare in pietra. Il difficile è stato risalire, siamo stati costretti a difficili contorsionismi!
Dal Monastero si vede bene il confine turco a quasi 300 mt di distanza da noi. Il tutto è ben visibile grazie al filo spinato e alla presenza di militari. I rapporti con la Turchia chiaramente sono difficilissimi a causa del Genocidio degli Armeni da loro causato nel 1918. ...continua il viaggio
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