Viento de Patagonia - 6. La Peninsula Valdès
in viaggio con Leandro Ricci e Enzo Bevilacqua in Argentina
Partiamo di buon’ora in direzione sud. La strada per Punta Tombo è iniziamente buona, asfaltata per i due terzi iniziali per diventare “ripio” (sterrata) nei 25km finali. Bastano però pochi minuti dopo avere lasciato Trelew che ecco un sasso volato da chissadove colpire il parabrezza, con conseguente bella “stella” sul cristallo. Siamo ancora sull’asfalto e, in previsione dello sterrato, aumentiamo la cautela nella guida: ma per fortuna resterà un episodio isolato.Stiamo percorrendo la RN 3, la cosiddetta Panamericana, che ha origine in Alaska e termina nella Tierra del Fuego a Bahia Lapataia: ricordiamo il fotografatissimo - già citato nella parte seconda del resoconto - cartello che recita "Aquì finaliza la Ruta Nacional n.3 - Buenos Aires km.3079 - Alaska km.17848”. Lasciamo poi la RN3 per imboccare a sinistra la RN 1, per un breve tratto asfaltata e poi sterrata fino ad arrivare a Punta Tombo, dove parcheggiamo (siamo fra i primi) la macchina davanti al Centro Visitatori e paghiamo la tassa d’ingresso (9 euro a testa) alla riserva protetta.
Il luogo è sorprendente, una lunga spiaggia di ghiaia che verso l’interno sfuma su un terreno piuttosto brullo cosparso di cespugli: insomma, l’opposto di quello che si immagina come habitat di pinguini, abituati come siamo a vedere raffigurazioni di distese ghiacciate in cui i simpatici pennuti si affollano. In effetti, Punta Tombo è in tutta la Terra l’areale più vicino all’equatore in cui quegli uccelli vivano: si tratta per la precisione di Pinguini Magellanici (Spheniscus Magellanicus), alti in media una settantina di centimetri, una colonia di circa 500.000 individui che fra settembre e marzo si riversano qui per la riproduzione, spingendosi fino oltre un chilometro dalla battigia e scavando un’infinità di tane al riparo dei cespugli.
La visita avviene lungo un tracciato ben delimitato, o con sassi allineati sul terreno o su passerelle rialzate, dal quale è fatto divieto uscire e in cui, in caso di “incroci”, sono i pinguini ad avere la precedenza. Il sito è un ininterotto brulicare di adulti che vanno e vengono fra il mare le tane per approvigionarsi del cibo con il quale imboccare i piccoli: la presenza dei visitatori deve interferire il meno possibile, cosa che purtroppo non sempre avviene quando verso metà mattinata arrivano i pullman con le orde dei viaggi organizzati. Da parte nostra, è il momento giusto per tornare all’auto!
(Clicca QUI per il divertente video “La marcia dei pinguini”).
Puntiamo ora verso nord, percorrendo prima a ritroso i 90 km. fra qui e Trelew e poi gli altri 62 che ci portano a Puerto Madryn, dove raggiungiamo, dopo qualche giro a vuoto fra i sensi unici del reticolato di strade cittadine, la struttura che ci ospiterà per due notti. Si tratta del Complejo Turistico Sol de Patagonia, Avenida Mathews 2161, dove ci è stata assegnata una confortevole unità comprendente a piano terra un ampio soggiorno / cucina e un soppalco con due camere da letto; prezzo € 99 per notte.
La cittadina si rivela decisamente piacevole e lascia indovinare una buona qualità di vita, con un animato lungomare pieno di locali che prospetta su una larga spiaggia sabbiosa. Sarà - unitamente a un po’ di shopping che da un po’ di tempo ci mancava - un piacevole diversivo del pomeriggio, non prima, però, di uno spuntino di metà giornata: consumiamo una ricca insalatona e un boccale di birra al ristorante dello stabilimento balneare “Sotavento” in Blvd Brown 1300, con spesa in tre persone di 30 euro.
Per la cena, ci orientiamo sulla “Cantina El Nautico” in Av. Roca 790, che non tradisce le favorevoli recensioni presenti in Rete, visto che il locale è pieno e aspettiamo qualche minuto per ottenere un tavolo; mangiamo decisamente bene spendendo in totale 45 euro.
Mercoledì 28 Gennaio
E’ la giornata della Peninsula Valdès. Già sappiamo che non è stagione per l’avvistamento delle balene, cosicché partiamo di buon’ora con l’intenzione di vedere il più possibile oggi con eventuale opzione per un ritorno domattina.
La Peninsula ha la forma di una grossa goccia su una superficie di circa 4000 kmq, collegata alla terraferma dall’Istmo Ameghino, una striscia di terra dalla larghezza minima di meno di dieci chilometri nel punto in cui sorge, a 65 km da Puerto Madryn, il “Centro de Interpretaciòn” dove si pagano i 10 euro per l’ingresso al Parco: qui, oltre a salire sulla torre panoramica con vista sul Golfo San Josè (nord) e il Golfo Nuevo (sud), ci si può approvvigionare della mappa dettagliata e di materiale illustrativo, nonchè assumere informazioni sempre aggiornate sugli avvistamenti degli animali. In particolare, apprendiamo che a Punta Norte già da diversi giorni non si ha traccia né di orche né di leoni marini: decidiamo quindi di escludere il sito dal nostro itinerario, risparmiandoci circa 70 km di “ripio” e provare a completare così la visita della Peninsula in giornata. ...continua il viaggio

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