Argentina

Patagonia, terra estrema

in viaggio con Daniel in Argentina

Introduzione

La nostra avventura in Patagonia somiglia probabilmente, per molti aspetti, a molti altri viaggi effettuati dalla maggior parte dei visitatori, almeno per buona parte delle destinazioni. Abbiamo cercato tuttavia di dare più spazio possibile alla natura e alla visita in libertà di questo immenso territorio, ragion per cui abbiamo scelto, anche a costo di una spesa maggiore, di avere un mezzo proprio. La scelta ci ha comunque ripagato con enormi soddisfazioni soprattutto per quel che riguarda l’avvistamento di animali, di cui il sud dell’Argentina è ricchissimo. Essendo noi (io e mia moglie) grandi appassionati di natura, abbiamo indugiato per molto tempo nelle sterminate steppe patagoniche, cercando la solitudine e il completo isolamento, condizione che non si è poi rilevata così difficile da trovare. L’isolamento dai grossi flussi turistici, che in questa sterminata regione tendono a concentrarsi solo nei punti più conosciuti (e ai quali ci siamo ovviamente uniti per le visite delle località più importanti) ha fatto sì che i nostri incontri ravvicinati con gli animali fossero frequenti e soddisfacenti. Proprio per questo mi soffermerò molto più del normale nel descrivere la fauna avvistata: se le notizie riportate interesseranno o aiuteranno qualcuno ad avvistare anche un solo animale in più, ne sarò ben felice!
In questa ottica di caccia fotografica agli animali, è per esempio poco comune la tappa a San Julian, inserita appositamente per andare ad osservare i meravigliosi delfini di Commerson: sembrano delle piccole orche e si possono ammirare solo in queste acque e in quelle delle vicine Falkland, che in Argentina è consigliabile chiamare Malvinas!

Grazie al fatto che avevamo una auto nostra abbiamo anche potuto approfittare di orari un po estremi per visitare alcuni luoghi normalmente affollati come il ghiacciaio del Perito Moreno, un posto che da solo vale la visita in Patagonia: un’esperienza emozionante restare ad ammirarlo nel tardo pomeriggio, quando quasi tutti se ne sono andati via, aspettando che cali la notte sul lago, con il silenzio rotto solo da sinistri scricchiolii del ghiaccio.
Dunque una Patagonia vissuta in libertà, assaporando la soddisfazione di fermare l’auto nel bel mezzo di una pista, senza anima viva intorno a noi, e sedersi a godere del silenzio assordante della natura, rotto solo dal vento sferzante che sempre ci ha accompagnato: se qualcuno ci avesse visto, seduti sul bordo di una strada polverosa, con lo sguardo apparentemente perso nel nulla, ci avrebbe probabilmente dato dei pazzi, ma cosa c’è di male a sedersi per terra senza parlare ed ascoltare la natura?

Itinerario

20 dicembre 2007
partenza per Buenos Aires con Aerolineas Argentinas e arrivo di prima mattina, il giorno 21 dicembre.

21-22 -23 dicembre 2007
Giornate dedicate alla visita di Buenos Aires.
Non mi soffermo molto sulla visita a Buenos Aires, dato che è ovviamente al di fuori della regione di cui tratta questo diario.
Tuttavia costituisce il punto di arrivo abituale in Argentina per coloro che vogliono andare in Patagonia e se si ha la possibilità di dedicarci qualche giorno io direi che ne vale assolutamente la pena.
In questi tre giorni abbiamo visitato il quartiere la Boca, adiacente all’hotel dove abbiamo soggiornato: in particolare la zona di Caminito, dalle caratteristiche case colorate è senza dubbio la parte più caratteristica. La Boca è estremamente interessante, ma bisogna fare una certa attenzione perché non è un quartiere tranquillissimo. Se non ci si allontana comunque dalla zona del lungofiume e da Caminito, non ci sono grossi problemi per visitarlo durante il giorno. ...continua il viaggio

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