Grande Argentina! - Seconda parte
in viaggio con Daniela Bellan in Argentina
Introduzione
Questo resoconto descrive la parte finale del viaggio già pubblicato con lo stesso titolo in questo medesimo sito. Il diario riprende da dove era stata interrotta la precedente relazione.
Itinerario
30 gennaio 2007
Oggi si conclude il nostro itinerario attraverso la Patagonia, tra poco lasceremo il Cile per raggiungere l’aeroporto di El Calafate, da lì con un volo di un’ora e un quarto ci sposteremo nella Tierra del Fuego.
Facciamo colazione con comodo, l’appuntamento con un autista per il trasferimento ad El Calafate è alle 9, il volo per Ushuaia è previsto per le 16,50, c’è tutto il tempo per fare ogni cosa con calma.
L’autista arriva puntuale, è un uomo allegro, molto ben disposto alla conversazione, si comincia con i soliti preamboli… di dove sei tu?... di dove sono io!... lui è di Puerto Natales, importante crocevia turistico, è proprietario in quella cittadina di una piccola guesthouse, lavora molto durante la breve estate australe (con 17/18 ore di luce al giorno) per il resto dell’anno, quando il flusso turistico si riduce insieme alle ore di luce (max 5/6 al giorno) va in “letargo” con tutta la famiglia.
Noi? è ovvio, siamo italiani, in questa parte del Sudamerica la nostra nazionalità ci privilegia, siamo i Campioni del Mondo, perse le speranze per le proprie Nazionali qui tutti, durante la finale del 9 luglio 2006, hanno tifato per gli Azzurri. Oltre a questo abbiamo cantanti famosi quali Nicola Di Bari, Raffaella Carrà e Gigliola Cinquetti, di cui il “nostro” uomo possiede tutti i dischi… proviamo imbarazzo nel non ricordare neppure una delle tante canzoni di Di Bari, per rinfrescarci la memoria, lui, l’autista, inizia a cantare con una bella voce intonata “Chitarra suona più piano”, poi “La prima cosa bella” innescando così vecchi ricordi, lo seguiamo dapprima timidamente, poi, man mano che ricordiamo i testi, con più vigore.
Apro una parentesi: per me cantare è un evento eccezionale, sono stonata e inibita dalla vergogna, non canto neppure quando sono sola. Quest’uomo però è tanto contagioso da riuscire a sbloccarmi.
Carrellando da Di Bari alla Carrà raggiungiamo il culmine con “Non ho l’età” della Cinquetti.
Passiamo, infine, a cose serie, è la volta dei rispettivi inni nazionali, prima quello cileno, bellissimo e cantato egregiamente, poi il “lamento” di Mameli (povero, nel sentirci si sarà rigirato più volte nella tomba!) dopo di che il gemellaggio Cile/Italia è sancito.
Peccato che il nostro nuovo amico non ci accompagnerà per tutta la durata del trasferimento, alla frontiera ci dobbiamo salutare, lui carica altri turisti e torna indietro, noi proseguiamo con un altro mezzo ed un autista taciturno, che da l’impressione di non conoscere la strada o di essere eccessivamente timoroso nel guidare, avanza anche sui tratti asfaltati ad una “velocità” di 50 km orari, facendoci addirittura temere di non arrivare in tempo in aeroporto.
Ce la facciamo, ma non con tanto margine, vabbè… quel che conta è che ora siamo in volo verso l’estremo Sud, dal finestrino vediamo sfumare la gemma turchese del Lago Argentino incastonata nella steppa color ocra rossa, sorvoliamo la costa lambita dall’Atlantico che ha straordinari colori e trasparenze, passiamo sopra uno spesso strato di nuvole che dirada giusto in prossimità dello Stretto di Magellano, che anche dall’alto appare larghissimo.
Raggiunta l’Isla Grande riconosciamo il Canal de Beagles sulle cui acque sembrano galleggiare piccoli isolotti: anelli rocciosi circondati da alghe che disegnano splendidi arabeschi fluttuanti e si distinguono nitidamente attraverso la trasparenza dell’acqua.
Affacciata sul Canale si scorge la città di Ushuaia con alle spalle belle montagne innevate. ...continua il viaggio

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *










