Albania, i vicini ancora lontani
in viaggio con Claudio M. in Albania
Commentando le ultime elezioni ci dice: Ce l’ha fatta. Il rimpasto politico del premier uscente Sali Berisha ha vinto per un soffio, o per un broglio.Quindi a guidare l’Albania resta una casta sbiadita, sbandieratrice di progresso. Ma quale? La corruzione è ancora lì, il sistema giudiziario è inceppato, la difesa per i testimoni inesistente, il traffico di esseri umani e droga invece non ha mai smesso di girare.
E poi ancora le questioni irrisolte delle proprietà, sequestrate sotto il regime comunista e riprese a casaccio dopo il crollo di Enver Hoxha, che ostacolano i potenziali investimenti esteri. E il leader del partito democratico ha ancora dei dubbi sul perchè la Commissione europea abbia bocciato l’idea di liberalizzare i visti per gli albanesi? Certo qualcosa di buono in questi anni lo ha fatto. Berisha ha saputo incassare 46 milioni di euro dalla Banca europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo e rimettere a nuovo l’aeroporto Nene Tereza (Madre Teresa, ndr.).
Le quattro lamiere sono state sostituite da colonne dorsali d’acciaio e pance di vetro, gli zingari e i ragazzini mutilati che chiedevano l’elemosina agli arrivi sono stati spostati qualche centinaio di metri più avanti. Il loro pezzo d’asfalto è occupato da una coda di tassisti improvvisati e poliziotti compiti. La sbarra si alza e fuori c’è di nuovo l’Albania, con qualche strada in più e qualche olivo in meno. Bathore, l’entrata settentrionale di Tirana, nessuno l’ha ripulita. Lì ci stanno kosovari e immigrati dalle regioni più povere del Nord dell’Albania. Non c’è acqua, non c’è luce, non ci sono fogne né strade, solo disoccupazione e mentalità asfissiate.
Iniziamo il nostro tour dirigendoci subito verso il mare a DURAZZO colonia greca del VII sec. a.C., in epoca romana divenne il porto più importante dell'Adriatico orientale, con il nome di Dyrrachium.
Proseguiamo per ARDENICES l’antica Ardinica famosa per il monastero bizantino, qui il primo incontro traumatico: una vecchia ex contadina chiede l'elemosina, cosa assurda durante il comunismo.
Torniamo al mare a VALONA. La strada panoramica, asfaltata di recente, sale fino al colle di Logarese oltre i 1000 metri, continua il suo zig zag tra mari e monti e giunge a HIMARE. Un piccolo villaggio dell'interno, arrampicato su una collina, che ospita ancora le rovine dell'antica fortezza di Chimera da cui prende il nome.
La costa è frastagliata, scogliosa, con promontori che nascondono fino all'ultimo momento spettacolari spiagge lunghe chilometri, deserte, inimmaginabile è la limpidezza dell'acqua e un mare pulito e pescoso.
Si nota la ex base di sottomarini Urss, poco prima di arrivare a PORTO PALERMO dove si visita il castello di Alì Pasha Tepelene; simpatica la guida locale, un signore ultra sessantenne che si vanta di aver imparato l'italiano (poco) guardando rete 4, camuffando l'antenna, incredibile per seguire Emilio Fede ha rischiato la galera.
Due notti a SARANDA, città dove è evidente l'anarchia edilizia con cemento soffocante la bella baia sullo Ionio trasparente con nello sfondo Corfù, ci permette due mezze giornate di relax mare e di visitare BUTRINTO, un'antica città edificata nella zona più alta della penisola di XAMIL. Per il clima collinare in prossimità del mare, di un fiume e di un lago, fu scelta come residenza estiva da nobili e artisti romani.
Proseguiamo verso nord per BERAT vera città d'arte che colpisce soprattutto da un punto di vista estetico con moschee e chiese bizantine che hanno reso famosa come “città museo all'aperto”.
Da Berat andiamo ad APOLLONIA, paradiso degli amanti di archeologia. Situata su una collinetta distante pochi chilometri dal mare, sembra un'Atene in miniatura. ...continua il viaggio

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